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Anno nuovo, lavoro nuovo?

Sì, se quello attuale ha un impatto negativo sul tuo stato di salute mentale.

Se il lavoro che fai minaccia la tua serenità, allora è giunta l’ora di cambiarlo. La fai facile, dirai. Bisogna pagare l’affitto, il mutuo, le bollette, sostenere la famiglia, è troppo rischioso “si sa cosa si lascia ma non si sa cosa si trova”. Verissimo. Ma per fare al meglio tutte queste cose dobbiamo anche stare bene.

Cambiare prospettiva

Lo provai sulla mia pelle quando in passato mi resi conto che il lavoro che svolgevo mi stava portando alla depressione. Ero sempre triste, stanca, demotivata. Ero irritata dall’assenza di visione della proprietà e dalla mancanza di coraggio dei manager. La sera, quando tornavo a casa, piangevo senza motivo e la sola idea di un’altra giornata in quell’azienda mi faceva venire la nausea. Dovevo cambiare lavoro, ne andava della mia salute mentale. 

Così iniziai a preparare il mio CV e a cercare aziende i cui valori fossero in linea con i miei. Avevo capito che prima ancora della mansione, l’ambiente lavorativo era per me l’aspetto principale da valutare. Una ricerca abbastanza orientata, quindi, ma non ancora mirata, perché non sapevo che nome dare a ciò per cui mi sentivo portata. E, soprattutto, lo stato d’animo in cui mi trovavo non mi rendeva credibile. Chi avrebbe assunto una persona che sembrava aver perso ogni entusiasmo? Quando mi resi conto che il mio atteggiamento era sbagliato provai, per quanto possibile, a correggerlo. E arrivò il lavoro migliore che potessi immaginare. 

Ti starai chiedendo perché ti abbia raccontato questa storia. Il motivo è semplice: credo che gli esempi personali siano più potenti delle statistiche e sono certa che molti giovani (o anche meno giovani) si trovino nella stessa situazione che ho descritto. Ci si sente in trappola, con le ali tarpate. E allora perché non liberarsi e spiccare il volo? Il tuo benessere mentale ne vale la pena, te lo assicuro. 

Farsi le domande giuste

Appena si inizia a cercare lavoro ci si potrebbe sentire un po’ disorientati, ecco perché partire da alcune domande potrebbe semplificarci la vita. Chiediti allora: perché vuoi cambiare? Quali sono i tuoi punti di forza e quelli di debolezza? Quanto ancora sei disposto a dare? E ancora: che cosa cerchi nel lavoro dei sogni? Possibilità di crescita professionale? Maggiore tempo libero? Benefit e programmi di benessere? Un clima da favola?

E grazie, chi non vorrebbe lavorare in aziende con queste caratteristiche? Sappiamo però che la realtà spesso non è all’altezza delle aspettative, e che trovare l’azienda in cui si verifichi questa congiunzione astrale è davvero un colpo di fortuna. Però in qualche modo ci si può avvicinare. 

Prendi allora carta e penna, spremiti le meningi e prova a fare due tipi di riflessioni. Prima di tutto analizza bene le motivazioni che ti spingono a cambiare e metterti in discussione. Sei stato all’altezza della mansione che ti era stata assegnata? Con quale atteggiamento hai affrontato le difficoltà? Scrivi i tuoi pregi e difetti, ma anche i valori che ritieni fondamentali. E, in secondo luogo, immagina il tipo di azienda in cui vorresti lavorare e la mansione che vorresti svolgere. E motiva le tue scelte, perché dovrai essere pronto a difenderle e a spiegarle a chi ti farà il colloquio. Ecco, dopo aver fatto questo esercizio avrai sicuramente le idee più chiare e ti sentirai più motivato (non è detto che questa prima scrematura sia sufficiente, a volte i colloqui sono utili anche per conoscersi meglio). 

Infine, prima di accettare una proposta di lavoro ricordati di fare una piccola indagine sul clima aziendale per verificare che corrisponda davvero a ciò che ti hanno raccontato, magari chiedendo un parere a qualcuno che lavora all’interno o che conosce l’azienda.

Assumersi il rischio di vivere meglio

Abbiamo già parlato di burnout e di come il lavoro condizioni la nostra salute mentale. Non a caso, l’opinione pubblica continua a discutere di grandi dimissioni, interrogandosi su quali siano i motivi che stanno portando le persone a cercare un nuovo impiego.
Ancora una volta, non tutto può essere spiegato da una statistica! Soprattutto il benessere delle persone. Ti auguro quindi che il 2022 sia un anno di progetti realizzati, di grandi ispirazioni, di tempo regalato a te stesso. Di serenità.

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